Sant'Antonio Abate

detto anche Sant'Antonio il Grande, Sant'Antonio d'Egitto, Sant'Antonio del Fuoco, Sant'Antonio del Deserto, Sant'Antonio l'Anacoreta (Qumans, 251 circa deserto della Tebaide, 17 gennaio 357), fu un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abb, si consacrarono al servizio di Dio. La sua vita stata tramandata dal suo discepolo Atanasio di Alessandria. ricordato nel Calendario dei santi della Chiesa cattolica e da quello luterano il 17 gennaio, ma la Chiesa copta lo festeggia il 31 gennaio che corrisponde, nel loro calendario, al 22 del mese di Tuba.

Le reliquie Nel 561 le sue reliquie vennero traslate ad Alessandria d'Egitto, presso la chiesa di San Giovanni. Verso il 635, in seguito all'occupazione araba dell'Egitto, furono spostate a Costantinopoli. Nel XI secolo il nobile francese Jocelin de Chateau Neuf le ottenne in dono dall'Imperatore di Costantinopoli e le port in Francia nel Delfinato.

La traslazione delle reliquie avviene mentre proprio mentre si sta verificando nel territorio un'epidemia di Ergotismo Questa malattia era conosciuta nel medioevo con il nome di Fuoco di Sant'Antonio, fuoco sacro o male degli ardenti. Sotto questo termine veniva compreso anche il sicuramente meno pernicioso herpes zoster, che in alcuni sintomi coincideva con gli effetti delle intossicazioni da ergot. L'ergotismo era spesso fatale, ed aveva sempre effetti devastanti sulle comunit che ne erano colpite.. Un priorato benedettino viene incaricato di custodire le reliquie che poi passeranno agli Ospedalieri, un ordine dedicato alla cura dei malati. La fama del santo che da eremita aveva sconfitto il "fuoco della lussuria" si diffonde come guaritore anche del "fuoco" della malattia. L'afflusso di denaro che proveniva dalla vendita delle reliquie fa nascere contrasti tra il priorato e Ospedalieri e alla fine ...saltano fuori due corpi interi di Sant'Antonio, i cui possessori proclamano l'autenticit, ma su cui la Chiesa rinuncer ad esprimersi. Il culto rester perci diviso in due fino ad oggi (un corpo tuttora a Saint Antoine, vicino a Lione, l' altro ad Arles)[1] Nel 1070 il nobile Guigues de Didier fece costruire nel villaggio di La Motte presso Vienne una chiesa dove vennero traslate. Per la prima volta nella storia, nel gennaio 2006, in occasione del Giubileo antoniano, le reliquie di sant'Antonio abate hanno lasciato la citt di Arles (Francia). Dal 6 al 13 gennaio 2006 sono state ospitate nel Comune di Novoli in provincia di Lecce, comune che ne conserva la reliquia del braccio. Dal 13 al 17 gennaio 2006 sono state accolte sull'Isola d'Ischia. Il 20 agosto 2006 sono giunte ad Aci Sant'Antonio.



Nell'anno 2014 le reliquie di sant'Antonio Abate giungono a Sutri (VT) nel giorno della vigilia della festivit del santo 16 gennaio. L'Amministrazione Comunale, il Vescovo della Diocesi S.E. Rev. Mons. Romano Rossi, ma soprattutto, le due società di sant'Antonio:

Antica Società

Nuova Società

sono state le fautrici del grande avvenimento culturale e religioso. Le reliquie sono state portate in processione dai soci delle due Società per ben due volte e poi ricollocate nella Chiesa Cattedrale di S.Maria Assunta in cielo. Osservate e venerate in turni di 24 ore dai soci delle due Società che hanno permesso ai cittadini di Sutri, a quelli della diocesi e oltre di di pregare davanti alle spoglie di sant'Antonio Abate. Grande stata l'affluenza di fedeli e palese stata l'emozione dimostrata dagli abitanti di Sutri nel custodire sant'Antonio tanto da far registrare un record nella presenza di cavalli e cavalieri il giorno della festa il 17 gennaio. La mattina di Sabato 24 gennaio, le reliquie, dopo 10 giorni di sosta a Sutri, sono partite per essere ricollocate ad Arles.